- read.me
- Posts
- Perché i social stanno diventando tutti nicchie?
Perché i social stanno diventando tutti nicchie?
Quale sarà la tua prossima nicchia virtuale?
Ciao!
Ri-eccoci su readme, buon lunedì e buona settimana!
Avevo tutta un’idea per la newsletter di oggi. Intro, scaletta, link. Molto felice. Poi mi metto a scrivere, e dal primo paragrafo la cosa prende una piega inaspettata. Non che fossi fuori tema, ma nemmeno così centrato rispetto a quanto avevo in mente solo poche ore prima.
Beh, non mi sono fermato. E ne è nata una cosa nuova, assolutamente non pianificata o preparata. Spero non sia stata una cattiva scelta, ma spesso la vita va così, no? Succede Anche a voi?
Il cambio di programma
Ieri, alla fine di un trekking sulla neve di OUT, ho registrato come sempre la traccia dell’attività sul Garmin che è integrato direttamente con Strava.
Strava è un social network per chi pratica sport, ed è un bell’esempio per me di come sia ancora possibile costruire piattaforme con una forte community alla base, focalizzandosi su una nicchia di persone (gli sportivi outdoor in questo caso).
Strava fondamentalmente consente di registrare le proprie attività sportive (corsa, bici, trekking, nuoto, triathlon, veramente qualsiasi cosa) e condividerle con la propria community. Fai sport, registra, e condividi. Semplice.
Poi ci sono molte altre cose sì, come le mappe, e tutti i dati per monitorare il proprio allenamento, stato di forma. Ma alla base soddisfa la necessità di condividere solo una piccola parte, molto definita, della propria vita. E con una piccola parte, molto definita di persone.
Qui un bell’articolo (un po’ vecchio, ma ancora attuale)
Strava è solo un esempio, ben riuscito però, di come anche i nostri spazi online si stiano segmentando, chiudendo, selezionando. è un cambiamento (per ora basato sull’osservazione, ma ho trovato un po’ di analisi online sul tema) importante. Passiamo un sacco di tempo online, e forse troppo poco a pensare a come lo passiamo.
Insomma, gli spazi online si stanno chiudendo su nicchie. Forse sono solo i miei, ma non mi pare.
Non è solo Strava. Non so voi, ma ultimamente me ne sono capitate di altre con caratteristiche alla base simili, come:
Letterboxd: una community per appassionati di film e serie. Uno progetto nato per impegnare i tempi morti di un design studio neo-zelandese, oggi uno spazio che riunisce 8 milioni di persone in tutto il mondo, in un settore - quello del cinema - in forte crisi (qui un bel pezzo del Nyt per saperne di più).
Goodreads: il go-to per i libri. Anche qui, una storia di crescita rapidissima, con 125milioni di utenti oggi e un’acquisizione da Amazon nel 2013. Qui un’analisi di Harvard sul tema.
Komoot: sempre nel campo sportivo, una community nata in Germania nel 2010 attorno al mondo della bici, e dei viaggi in bici. Oggi, 35milioni di utenti, e un’espansione in molti altri sport (come il trekking e il trail).
Ravelry: uno spazio dedicato alle fibre, fili e taglio-cucito. Ripeto. Taglio e cucito.
BREAK: SUPPORTA README
Readme è un progetto gratuito, ma comunque prende del tempo e delle energie. Se vuoi aiutarmi, ti chiedo una piccola azione: inoltra questa mail, oppure gira il link su Whatsapp per far crescere questa piccola community 🚀
Se invece ti hanno inoltrato questa mail, iscriviti cliccando sul bottone qui sotto!

Internet è un posto molto diverso da alcuni anni fa, i social lo sono. Il mio primo account social è stato di Messenger, poi è arrivato l’inizio di Facebook e oggi siamo qui. Non ho TikTok (ancora), uso Instagram, ho abbandonato Facebook e Twitter/X?. Però mi trovo a usare molti social “verticali”.
Son passato a scrollare compulsivamente Strava, usare Komoot nei weekend, e devo dire che stasera sicuro mi troverò con Letterboxd. è questa l’evoluzione?
è legato all’età? agli interessi? Passiamo dal generale alle nicchie? Cosa cerchiamo nel tempo che trascorriamo online?
Se lo è chiesto anche il New Yorker in questo articolo uscito pochi giorni fa, neanche a farlo apposta. Lettura consigliatissima.
Divide et impera
Dividi e comanda, quante volte l’abbiamo sentito. Eppure qui è più rilevante.
La scorsa settimana ci eravamo focalizzati sulle contraddizioni in seno alla scena politica statunitense, un indizio per ragionare sullo stato di salute delle democrazie oggi. Qui per recuperare la lettura, se ti servisse.
Una parola chiave emersa era: polarizzazione. Ossia il distanziamento, la divisione, l’incapacità di trovare terreno comune e compromessi.
Oggi siamo partiti da un nuovo social dedicato allo sport, eppure penso ci sia una connessione molto stringente.
Perché se la politica è il riflesso delle scelte, priorità e aspirazioni dei cittadini, e i social lo specchio del tempo, necessità, scambi degli utenti, beh allora politica e social non sono così distanti.
Se anche nei social cerchiamo la divisione, e troviamo più valore in gruppi di simili (gli sportivi, i cinefili, gli avidi lettori/trici), ci autoconfiniamo in zone di comfort. Safe zones, dove sappiamo cosa ci aspetta. Cosa ci verrà detto.
Ma chiudersi in strette cerchie è un’operazione molto pericolosa. Un esempio?
Prendiamo Strava, che male mai potrebbe fare?

Uno studio del 2022 condotto su runner ha evidenziato alcune potenziali preoccupazioni legate alla pressione sociale e alla presentazione di sé che potrebbero influenzare la salute mentale o fisica.
Tradotto: esageriamo. Vogliamo sempre di più. E poi lo subiamo. Perché dalla diversità viene il confronto, e dal confronto con il diverso il compromesso.
Vedete collegamenti con la politica di oggi? oppure no?
Bonus
Un social lanciato in Francia recentemente, scoperto tramite una storia IG, ditemi voi se non è una bolla questa. Si chiama Amo, graficamente è una bomba, è diverso da qualsiasi cosa abbia visto fino ad ora. L’ho provato, l’ho amato, l’ho abbandonato alla velocità della luce. Forse non sono pronto, forse non sono io, sicuramente non è lui. Ma se volete scoprire di più, leggete qui.
Un estratto di uno speech di Jonathan Haidt, professore di Ethical Leadership a NYU, sull’impatto dei social sulla nostra generazione
O per chi preferisse i podcast, qui sempre Haidt da Lex Friedman
And that’s all folks! Appuntamento a prossima settimana.
Se ti è piaciuta questa mail, condividila con la tua rete!
4

