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Perché le pause servono?
Una pausa dalla scrittura di 1 settimana
Ciao! E buon 2024!
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E che si fa?
Mi sono preso una settimana di pausa. Readme 7 giorni fa non è uscita, e va benissimo così. La verità è che non sarei stato comunque nelle migliori condizioni per scriverla (sì, ho accusato un po’ la serata del 31 😄).
E questa settimana ho pensato a come ri-cominciare l’appuntamento del lunedì. Complice un thread linkedin/instagram pieno di materiale sugli obiettivi per l’anno nuovo, o sulle riflessioni dell’anno passato. E allora anche io.
Quali sono gli obiettivi di readme per il 2024? Quanti nuovi iscritti? Quanti nuovi format? Collab?
E poi mi son detto: no.

Non anche qui. Eppure è difficile sottrarsi alla logica dell’obiettivo, della strategia, del piano. Anche per un progetto come questo: piccolo, spontaneo, non retribuito.
Capita anche a voi?
Quindi, il 2024
Quindi, questo 2024. Ecco non ci diamo obiettivi. O almeno, qualche idea in testa ce l’ho, ma voglio che continui ad essere spontanea, imprevedibile, forse improvvisata.
Non parliamo di obiettivi, ma di contenuti, argomenti, sfide. E di queste ce ne sono e saranno un sacco nel 2024.
Quindi la puntata di oggi si concentra su questo: di cosa parlerà readme del 2024?
Tecnologia, rapporto con la tecnologia e conseguenze della tecnologia: perché se il 2023 è stato l’anno dell’Intelligenza Artificiale, il 2024 lo sarà ancor di più. E sarà importante per comprendere come impatta la sfera educativa, sociale, comunicativa, politica, scegliete voi. C’è stato il Big Bang, ora galleggiamo nella zuppa primordiale: ci sono tutti gli elementi per la creazione di qualcosa di totalmente nuovo.
Politica: perché nel 2024 più della metà della popolazione mondiale andrà al voto, in ben 76 paesi. Voteremo per eleggere il futuro parlamento europeo (e questo ci riguarda direttamente), quello statunitense (Uncle Biden vs Uncle Trump), ma anche quello indiano (ehi è il paese più popoloso al mondo), e Taiwan (hot spot per la politica estera mondiale). Ready? Perché le democrazie forse non lo sono così tanto.
Sport: non quello che faccio io, o che spero facciate voi. Ma quello che lo sport ci può insegnare per la vita di tutti i giorni, per comprendere come un movimento si relazioni a un’idea. Perché c’è tanta cultura, storia e futuro nello sport. Perché per me è una sentinella per capire come ci relazioniamo con la natura, e con le enormi sfide ad essa legate, come il cambiamento climatico, e soprattutto con le contraddizioni che si legano a questi argomenti. Dicendola con le parole del CEO di Patagonia:
“If you’re serious about [the climate crisis] and this is your business, you’ve got to develop a level of comfort with contradiction”
Tre grandi temi, tre grandi sfide. Spero sia questa la lente che ci accompagnerà per le prossime 50 circa settimane (scherzo, saranno meno, anche io ho bisogno di pause).
La sfida più grande
Più o meno, il bilancio del 2023 ve l’avevo già condiviso qualche puntata fa. Più che il bilancio, era il pensiero e il metodo dietro a un’analisi, a una linea tirata, un abbozzo di giudizio (se ti interessa lo puoi recuperare qui sotto).
Mentre tentavo di capire quali potessero essere gli argomenti chiave di readme per il 2024, mi son accorto di una cosa. Questa.

Decine di tab aperte, questo solo sul pc. Ci ho messo un bel po’, in diversi giorni, per leggere i link che mi ero salvato per preparare questa mail. E a pensarci ora, non sono mai riuscito a leggere un articolo senza nessuna interruzione.
Perché vuoi non cambiarla la canzone su spotify? non leggere lo slack appena arrivato? Guardare alla preview del messaggio whatsapp? Oppure semplicemente (e questa spero non capiti anche a voi): cercare un nuovo articolo assolutamente non legato a quanto si sta leggendo allo stesso tempo?
Sono schiavo della distrazione.
Siamo schiavi della distrazione.
E quindi ecco la mia sfida per il 2024: riappropriarmi della concentrazione.
Negli anni ‘80 è stato condotto uno studio per capire come i lavoratori/trici d’ufficio spendessero il proprio tempo durante la giornata. Secondo voi quanto tempo si passava seduti alla scrivania?
30% della giornata.
Uno studio simile è stato condotto recentemente, provate a immaginare la risposta oggi.
90% della giornata.
Cosa non facciamo più? Cosa facciamo molto di più?
Un altro studio invece tentava di calcolare il tempo di attenzione medio di un lavoratore/trice. Negli anni ‘90 era di circa 2 minuti e mezzo. Vi sembra poco?
Oggi è di circa 40 secondi.
Riuscire a riappropriarmi della concentrazione sarà la mia sfida per il 2024, ma a pensarci bene penso sia un’abilità con conseguenze talmente profonde che è rilevante per la tecnologia (la smetto di scrollare all’infinito?), la politica (ho capito cosa mi sta dicendo il/la candidato/a?), lo sport (mi son goduto la corsa o continuavo a pensare ad altro?).
Quindi ne parleremo tanto anche qui su readme.
Vi lascio questa meravigliosa puntata del podcast di Ezra Klein sul tema (trovate riferimenti agli studi citati qui).
Voi avete pensato a una vostra sfida?
Bonus
Come sempre, qualche link bonus che mi è particolarmente piaciuto:
I video da 15secondi che ci fanno un sacco ridere hanno un effetto sul modo in cui il nostro cervello lavora, e non è così positivo, soprattutto per i bambini. Il Tik Tok Brain is coming.
Ma il punto e virgola a che serve? Il trattino? Lo spazio bianco? Utile per chi scrive, ma anche per chi legge. Qui.
La storia del posto che era twitter, softcore. Qui.
And that’s all folks! Appuntamento a prossima settimana.
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