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Perché misurare è fondamentale per cambiare?
Sull’importanza del provarci
Ciao! Ri-eccoci su readme!
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Sull’importanza del provarci
Siamo costantemente risucchiati dal tempo, dalle deadline, dagli eventi, dalle news. È difficile ricordarsi di prendersi il tempo, a volte, per riflettere, provare a raccogliere qualche dato, e capire se stiamo effettivamente facendo quanto riteniamo importante per noi.
Ecco, questa settimana ho provato a ritagliarmi quel tempo, mentre digito queste parole dalla tastiera dell’iPhone (sì, readme nasce così di getto) dal treno per Milano.
Da dove partire?
Questa la prima domanda che mi son posto.
E la risposta che mi son dato, in modo del tutto soggettivo, è questa: dalle ultime 3 cose che hai provato a fare per te. Non per il lavoro, non per altri, ma per te.
E questa settimana in effetti sono accadute delle cose.
1) Due mesi di readme
La prima: sono ormai due mesi che mando questa email il lunedì mattina. Come sta andando?
Partiamo dagli obiettivi. L’obiettivo di readme è quello di condividere qualcosa che ho imparato/mi ha colpito durante la settimana, e che spero possa essere utile anche a qualcun altro. Ma è prima di tutto un progetto personale, un modo di fissare la conoscenza, di creare una routine, di tornare a scrivere.
E poi i dati. Quindi qui non sono importanti i numeri di iscritti (comunque siamo quasi 100 😁) quanto la costanza, la spontaneità con il quale mi metto a digitare, e anche il piacere di ricevere qualche risposta o commento (e vi invito a farlo sempre di più!). E i dati sono buoni: non ho mai saltato, non mi è mai pesato, e ogni mail/whatsapp ricevuto mi ha spronato ancor di più. Good.
2) Il lancio di OUT.
Nella scorsa puntata vi ho anche parlato di un nuovo progetto: una community per gli appassionati non di un singolo sport, ma della varietà di attività che si possono fare outdoor. Si chiama OUT. Qui trovate più info.
L’obiettivo: condividere una passione, e trovare persone con cui sperimentare sempre cose nuove.
OUT.
Se sei appassionato o appassionata di sport (tanti sport!) vita all’aria aperta e ti piace condividerli con amici, OUT. è lo spazio per te!

Il progetto è super early stage, ma per qualsiasi feedback o approfondimento scrivici alla pagina Instagram!
Qui il link al progetto (clicca il bottone):
I dati: in una settimana siamo oltre i 100 partecipanti, e mercoledì avremo il nostro primo “evento”: una corsetta mattutina a Milano. Di dati ce ne sono pochi, e anche il tempo passato è stato poco, ma le sensazioni sono ottime. We’ll see.
3) Trovare una routine di allenamento
Il più classico dei buono propositi a inizio anno, quando ti senti in colpa del pranzo/cena/dolce/amaro e vuoi compensare, spinto da un feed Instagram pieno di reel di atleti.
Ecco, per me l’obiettivo era riuscire a trovare finalmente una costanza di allenamento nella corsa (il principale sport che pratico). Le aspettative? Tre allenamenti minimi, correre una mezza maratona con un tempo attorno a 1h30min.
I dati? Questa settimana ho guardato il mio account Strava (qui il mio profilo), dove ho registrato la maggior parte delle attività sportive.

E qui siamo indietro. Ho corso 400km, troppo poco. Ho corso 55 volte, quindi circa una volta a settimana. Troppo poco. E la mezza non l’ho fatta. Bad.
Perchè il pippone sui miei obiettivi?
Giustamente voi direte: so what?

In realtà pensare a questa mail, scrivere questa mail, e condividerla con voi mi ha insegnato delle cose. Ecco quali.
Bisogna provarci: sempre. Puntiamo alla Minimum Viable Idea.
Non fermiamoci a pensare le cose, ma proviamo a trovare la versione più semplice, veloce e praticabile di quell’idea e mettiamola in pratica. Perché altrimenti non sapremo mai se era effettivamente una buona idea.
Dobbiamo creare una Minimum Viable Idea, un po’ come le startup creano un Minimum Viable Product, ossia la versione più semplice possibile del proprio prodotto/servizio per riuscire a raccogliere dati/informazioni/feedback dai primissimi utenti e capire se qualcuno/a la trova interessante.
Il ragionamento è un po’ questo: che ne sai te di cosa pensano gli altri? L’unico modo di saperlo è chiederlo. E se vale per una startup, vale anche per te. Perché la differenza non c’è, la tua idea potrebbe portare veramente a cose che non ti aspetti.
Quindi trovate il modo di semplificare quanto avete in testa e rendetelo un’azione.

Personalmente sono abbastanza soddisfatto di quanto mi sia messo in gioco quest’anno. Certo tutto si poteva fare meglio, però se sono qui a scrivervi è perché questa newsletter è una Minimum Viable Idea. E nel futuro chissà.
Sorry, qui purtroppo non mi svincolo da ciò che faccio al lavoro. Ma se la cosa vi ha intrigato sotto vi lascio delle cose per approfondire.
La fatica, lo sforzo, l’impegno sono concetti relativi.
Spesso però non proviamo nemmeno a partire. Io compreso. Perché siamo stanchi, il tempo è quello che è e noi non siamo duplicabili.
E qui però dobbiamo trovare il modo di semplificare il più possibile l’investimento iniziale. Perché la fatica, lo sforzo, l’impegno sono concetti relativi.
Quando si parte tutto sembra complesso (e spesso lo è!), ma andando avanti impariamo a gestirlo, a inserirlo nelle nostre giornate.

Readme è l’esempio perfetto. Sentivo l’esigenza di tornare a scrivere, ma dove recuperare il tempo?
Versione 1 della Minimum Viable Idea di readme: note sull’Iphone. Mi son salvato per delle settimane link a quanto mi colpiva o mi stupiva. Annotavo qualche riflessione/spunto. E ne parlavo con amici.
Versione 2 della Minimum Viable Idea di readme: gli amici mi chiedevano i link. E mi son trovato a copia/incollare la stessa cosa molte volte. Ne è nato un Notion.
Versione 3 della Minimum Viable Idea di readme: ho cominciato a ricordarmi meglio le cose che commentavo/approfondivo tramite la scrittura.
Ed eccoci qui.
Fallo un po’ a caso, un po’ misuralo, un po’ non pensarci, un po’ analizzalo
E qui ultima cosa che mi son detto: sii spontaneo, non farlo diventare una cosa più grande di quella che è.
Fare le cose un po’ a caso aiuta, perché per quanto pensiamo di avere tutto sotto controllo, o anticipare le risposte della gente, spesso non va così.
Al contempo però dobbiamo avere il modo di capire se stiamo buttando via del tempo. E quindi qualche obiettivo va fissato, qualche dato va raccolto, e qualche momento come questo va preso. Meglio darsi delle aspettative, anche temporali.
C’è stata un po’ la moda dei video: “provo [qualcosa] per 30 giorni!”. Dove quel [qualcosa] era solitamente yoga, doccia fredda, digiuno intermittente, o cose così.
In realtà il concetto di prova per 30 giorni proviene da Matt Cutts, software engineer di Google. Ed è una cosa molto interessante.
BONUS
Se volete approfondire il tema del Minimum Viable Product, e di come cominciare a fare qualcosa, qui un libro che mi ha aiutato tantissimo.
Bello tutto, ma dove scrivo la Minimum Viable Idea? Non cercare scuse, qui un template gratis da utilizzare.
E perché devo provare a parlare della mia idea con altri? E come? Qui un video-riassunto di un libro per me bellissimo e utilissimo (spoiler: parla di business ideas, ma tante cose sono valide in ogni caso)
And that’s all folks! Appuntamento a prossima settimana.
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