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Perché il viaggio apre a connessioni tra i pensieri?

Sull'importanza del guardare fuori

Ciao!

seconda settimana di readme, grazie per i feedback che alcuni di voi mi hanno scritto e per l’entusiasmo mostrato per questo progetto!

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Questa settimana ho viaggiato: Amsterdam, Utrecht e Berlino. Ho camminato molto (il Garmin segna 120km), letto, guardato mostre, pensato. Ma ho anche notato delle similitudini tra queste città, e alcune differenze con l’Italia. Qui 3 riflessioni su alcuni temi che mi hanno particolarmente fatto pensare.

L’arte

  • Non parlo solo di musei, gallerie, teatri o cinema. Parlo di scuole di musica, giovani musicisti, performance in negozi e spazi sociali. In Olanda ho potuto ascoltare un concerto jazz in una scuola di musica al centro di Utrecht, a Berlino un Lunchkonzerte, uno spettacolo gratis della prestigiosa Berliner Philharmoniker. Ho visto installazioni in vari negozi, mi sono messo in fila nei negozi di dischi e nelle librerie.

  • Allora un po’ di dati:

    • contrariamente a quanto potremmo pensare, in Italia solo il 3,5% della forza lavora è assunta nel settore della cultura. In Olanda il 5,4%, in Germania il 4%. Perchè?

    • In parte, in Italia c’è una minore domanda. Andiamo meno al cinema, agli spettacoli e in siti culturali (come musei, gallerie ecc) della media europea. Circa il 35% degli italiani aveva partecipato almeno a una di queste attività negli ultimi 12 mesi, contro il circa 50% della Germania e il 60% dell’Olanda.

    • Ma in Italia spendiamo molto meno per le attività culturali, circa il 2% delle spese famigliari. In Germania siamo al doppio.

    • E come sempre, non sappiamo sfruttare le potenzialità del digitale, nemmeno nel settore culturale.

Ma sono le stesse città a muoversi con programmi dedicati ad artisti, rendendo competitivo e molto attrattivo il mercato.

Berlino per esempio ha una pagina dedicata a tutte le agevolazione per i visual artist che intendono trasferirsi in città. Andiamo da visa agevolati per aumentare l’attrattività internazionale, alla possibilità di ottenere spazi a canone agevolati per il proprio studio, dalle scholarship per finanziare il proprio progetto, a programmi professionalizzanti. Chapeau.

Cosa ci insegna il caffè

Grazie a un amico appassionato di caffè ho girato per alcuni specialty coffee tra Amsterdam e Berlino. E penso che questo potrebbe essere il futuro dell’industria.

Il settore del caffè si prepara ad affrontare una crisi globale, qui un bel video youtube che spiega tutto molto chiaramente. Mentre la domanda di caffè è destinata a crescere, il climate change sta mettendo a dura prova le coltivazioni, visto che la pianta del caffè è molto suscettibile alle condizioni ambientali in cui si trova.

Che fare? Ad oggi ci sono molte strade, come l’utilizzo di varietà di piante resistenti a condizioni climatiche differenti. Eppure, molto dipenderà dalle abitudini di consumo. L’aumento dei costi di coltivazione e remunerazione dei produttori premerà sul costo dei chicchi. Addio caffè a 1 euro, forse meglio.

e la ristorazione

  • Tra i mille ristoranti girati, spesso si sentiva parlare italiano dal personale. E allora qual è la vita degli impiegati nella ristorazione? Una bella intervista ad alcuni italiani a Copenaghen.

Lo spazio delle macchine

  • Altra percezione che ho avuto: ci sono meno automobili, camion e veicoli a 4 ruote nei centri cittadini. 

  • E i dati lo confermano: l’Italia è uno dei paesi europei con la più alta presenza di autoveicoli.

  • Ma ci pensiamo a quanto spazio occupano le auto nelle città? Una visualizzazione che mi hanno girato alcuni amici e che (con le sue limitazioni) aiuta a farsi un’idea!

Bonus random track

And that’s all folks! Appuntamento a prossima settimana.

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