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Perché nel mercato AI il "pubblico" è dietro al "privato"?

Sulla tecnologia e il bene collettivo

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Il recappone sull’AI

Ci siamo trovati spesso a parlare di Intelligenza Artificiale su readme, ma questa settimana vorrei provare a farlo in un modo diverso.

Ci sono state delle novità molto importanti negli ultimi giorni, che provo a ricapitolare qui:

  1. OpenAI ha deciso di scrivere una serie Netflix, licenziando il suo CEO rockstar (Sam Altman), che poi è stato assunto da Microsoft, che poi pareva tornare da OpenAI (che nel mentre ha cambiato altri 2 CEO in due giorni), che poi ci è tornato davvero, ma con un Board - ossia l’organo aziendale che ha il potere di supervisionare il suo operato - completamente differente. Okay.

  2. Google ha lanciato GEMINI, e nella mia bolla è stato un po’ come se fosse scoppiata una bomba. Sembra molto interessante per le capacità di adattarsi a infrastruttura differenti, e ha una performance superiore ai modelli di OpenAI.

  1. L’Europa ha approvato la prima regolamentazione sull’Intelligenza Artificiale, l’AI Act. E le negoziazioni sul testo erano guidate da un italiano.

Okay e allora?

Il primato del privato

Tento di ritagliarmi ogni settimana lo spazio per sentire almeno una puntata approfondita di un podcast, e questa settimana son capitato su questa:

Tra l’entusiasmo generale per l’AI, nuovi video di lancio incredibili, cambi di scena degni di un film di Hollywood, questi 60 minuti scarsi sentiti mentre pedalavo verso il lavoro mi hanno fatto riflettere.

Ad oggi, l’AI è un primato del privato. OpenAI è un’azienda privata, lo stesso è Google, Mistral e le altre aziende rilevanti del settore. Qualcuna si sta focalizzando sul rilascio open-source dei propri modelli, ma rimane un’azienda privata.

E allora?

Ieri, al ritorno da un giro in montagna con un amico, davanti a una birra al rifugio tentavo di trovare il modo più lineare e semplice di spiegare cosa mi frullava in testa per preparare la puntata di oggi. Alla terza iterazione (la birra era sempre quella) siamo arrivati a questa formulazione:

Le applicazioni ad oggi visibili dell’Intelligenza Artificiale sono guidate da una logica di massimizzazione del profitto, essendo espressione di aziende private. Ma l’AI può portare i benefici maggiori per la collettività in ambiti che sono maggiormente rischiosi, oppure meno inclini alla massimizzazione del profitto. Pensiamo alla ricerca medica, o a quella matematica. Sono aree fondamentali per lo sviluppo della collettività.

Ed è in queste aree che spesso è il pubblico a intervenire, utilizzando risorse provenienti dalla collettività (= le tasse), per generare servizi che possano essere utili a questa stessa collettività.

E qui la riflessione di Ezra Klein trova due proposte/riflessioni che ho trovato veramente interessanti:

  1. La ricerca pubblica per bilanciare quella privata

Se l’AI è veramente una tecnologia trasformativa, come l’elettricità, genererà cambiamenti nel continuativi nel corso dei prossimi anni, in direzioni ad oggi imprevedibili.

Il che mi ricorda un po’ l’economia: possiamo avere delle indicazioni sulla direzione del cambiamento, ma non la certezza sulla modalità.

Per questo motivo, la regolazione e l’intervento del sistema economico e finanziario è basato su una ricerca continua, che viene condotta non solo da soggetti privati, ma soprattutto da quello pubblico. Un esempio? Banca Centrale Europea, Federal Reserve, sono tutti organi che conducono un’approfondita ricerca sullo stato del sistema economico per guidare delle decisioni di policy e offrendo un’alternativa ai risultati della ricerca privata.

Questo è fondamentale per poter guidare interventi esecutivi e normativi che siano di effettivo beneficio per la collettività.

Per l’AI dovrebbe esistere un organo simile? perchè il carattere di continuità, imprevedibilità e impatto sulla collettività è comune. Ma un punto del genere ancora non l’ho sentito o letto nel dibattito pubblico.

  1. Come attrarre talenti nel pubblico?

E se volessimo veramente iniziare quest’azione di ricerca, occorrerebbe partire dalla ricerca di talenti ed esperti.

Ad oggi, è il settore privato a impiegare i migliori talenti del mondo AI, spesso con stipendi milionari. Come potrebbe il pubblico competere?

Anche qui, il confronto con il mondo economico aiuta. Perché c’è stata la capacità di creare percorsi di carriera incentivanti per i migliori talenti. Come? Le chiavi non sono solo monetarie, ma dipendono anche dalla possibilità di condurre ricerca in modo altamente libero e flessibile, e convogliare i propri sforzi in azioni che possono impattare la collettività.

Quindi, quindi, quindi

Quindi, quello che mi porto a casa da questa settimana è ricordarmi di provare a fare sempre un pezzettino in più.

Anche solo come esercizio per non accontentarsi, per non pensare di dover sempre attendere la soluzione che arrivi dall’esterno.

E a volte basta veramente poco: un podcast, un post, una chiacchiera, una riflessione.

BONUS

  • Stiamo arrivando alla fine dell’Hype Cycle per l’AI?

  • Ma l’impatto trasformativo quando lo vedremo? Perché belli gli avatar e i bot eh, ma ci stiamo avvicinando all’AGI.

And that’s all folks! Appuntamento a prossima settimana.

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