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Perché scrivere è più importante che mai?

Scrivere è un modo di apprendere, pensare, focalizzare. E stiamo perdendo questa capacità sempre di più.

Scrivere è una passione per me, un po’ uno sfogo spesso. Ma soprattutto un modo di ordinare pensieri, dargli una concatenazione, un senso. è un modo per imparare, ricordare. è anche un modo per testare, anzi: testarmi.

Lo spirito di questa newsletter è anche quello di mettermi alla prova: trovare il tempo di scriverla (più che il tempo, la voglia), sapere trovare un filo narrativo che sia interessante (spero), saper tessere una trama che unisca dati, grafici, domande retoriche, considerazioni personali.

è un test tremendo: a volte pensi di aver scritto un capolavoro, poi ti accorgi rileggendo che non è così. Ma l’atto di scrivere mi obbliga a cercare fonti, ispirazioni, idee. Poi a comprenderle. E poi a cercare dei nessi, a volte deliberati, altre volte celati. E poi di ricostruire quello stesso filo minuti, ore o mesi dopo.

Scrivere mi permette di pensare. E di pensare meglio.

Una conferma che ho trovato in un’editoriale di Nature, una delle principali riviste scientifiche al mondo.

“Writing is Thinking”

Perché in una realtà sempre più pervasa da GenAI, quanti di noi si trovano ancora a scrivere?

Nature affronta il problema focalizzandosi sulla scrittura di pezzi accademici, dove è sempre più comune l’uso di GenAI per scrivere articoli. Ma generalizzando è un problema enorme.

Pensiamo alla scuola.

Un recente studio di Tortuga e Yellowtech (di cui vi ho già parlato) mostra come 8 studenti su 10 in Italia già oggi utilizzino le GenAI. E anche molti docenti lo fanno. Uno dei casi d’uso più citati è proprio la scrittura.

Ma se, come mostra Nature, scrivere è un modo di apprendere, che succede se chi deve apprendere smette di scrivere?

Smettiamo di pensare?

Siamo al picco della capacità umana di pensare?

Un concetto chiave che mi porto dietro dagli anni di economia è il concetto di informazione veicolata dal prezzo. Il prezzo riflette in modo istantaneo la somma delle miriadi di valutazioni soggettive in merito al valore di un bene.

Nel mercato del “pensiero” possiamo comprare due prodotti: il pensiero umano, con il suo costo, e il pensiero artificiale (GenAI), con il suo costo.

L’evoluzione ha fatto sì che il costo del pensiero umano scendesse, aumentando le prestazioni e facendoci imporre come specie dominante. E questo processo possiamo dire essere continuato fino a oggi, ne sono testimonianza l’illuminismo, l’uomo sulla Luna, l’invenzione degli LLM.

Ma se oggi il costo del pensiero artificiale scende drasticamente, ci sarà un effetto sostituzione? Sostituiremo il pensiero umano con il pensiero artificiale?

il costo del pensiero artificiale, ossia degli LLM, sta diminuendo di un fattore 10 ogni anno. Una richiesta che nel 2023 costava 60$ con ChatGPT3, oggi costa meno di 0.1$, a parità di risultato

Non ho dati sull’uso del pensiero umano. Ma sapendo che “scrivere è pensare” e per quanto detto anche “leggere è pensare”, possiamo vedere a questi dati.

Come riporta Derek Thompson negli USA:

“"La percentuale complessiva di americani che dichiara di leggere libri per svago è diminuita di quasi il 50% dagli anni 2000. In un altro saggio in cui osserva che “gli studenti americani stanno diventando più stupidi”, Matt Yglesias ha citato lo scrittore Chad Aldeman, esperto di istruzione, il quale ha notato che il calo dei voti nella classe dodicesima è concentrato tra gli studenti con i risultati peggiori.”

In Italia, il 65% della popolazione non legge nemmeno un libro all’anno.

Pare che un effetto sostituzione sia plausibile. Ma è auspicabile?

Sono un fan della tecnologia, del progresso. Gli LLM, la GenAI, sono progresso. Le fasi di aggiustamento sono avvenute in ogni epoca storica, a ogni rivoluzione tecnologica.

Ma finora nessuna aveva intaccato il costo del pensiero umano. Un paragone potrebbe essere scomodato con la calcolatrice, ma l’ambito di utilizzo è estremamente focalizzato e limitato rispetto alle potenzialità della GenAI. Avete mai provato a chiedere a una calcolatrice di scrivere il testo di questa newsletter.

Preservare l’attenzione, la capacità di concentrarsi è un imperativo. Già oggi non riusciamo a esserlo per più di 8 secondi.

C’è un articolo del New York Times che riporta un esperimento che un redattore ha fatto su se stesso: guardare a un opera d’arte per 3 ore. Di fila. Sono 180 minuti. Non ricordo il tempo in cui non ho preso il telefono in mano per 3 ore. Nemmeno durante un film.

Dobbiamo difendere la capacità di pensare, di concentrarci E per farlo dobbiamo difendere e anzi incentivare la capacità di leggere. E il modo più efficace è quello di incentivare la scrittura.

Quindi sì, per me oggi scrivere è più importante che mai.

Scrivete, qualsiasi cosa. La lista della spesa. Un diario. Gli appunti di lavoro. Una newsletter. Un racconto. Ma scrivete, raccogliete, cancellate parole, frasi e periodi. Tornateci sopra.

Ps: una cosa che ho scoperto è che anche Sam Altman, CEO di OpenAI, il tizio al mondo che più crede nelle potenzialità della GenAI, continua a scrivere a penna su un taccuino tutte le cose importanti. No cell. No ChatGPT.

Pensiero umano o pensiero artificiale? Lascio a voi!

Alla prossima,

Elia